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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

In Italia aumenta la domanda di pc tra le aziende, in calo i consumatori



Una nuova indagine di mercato ha rilevato un aumento dell’acquisto di pc da parte delle aziende italiane, ma al contempo un calo tra i consumatori. La ricerca infatti, condotta dal Context, risalta nel primo trimestre del 2019 un aumento delle vendite di pc aziendali superiore al sedici percento rispetto allo scorso anno nel medesimo periodo, ma non tra i cittadini privati. Il trand in realtà conferma un dato europeo per quanto concerne i consumatori, come dimostrato nella ricerca di mercato della Context, fotografando le consegne del mercato PC anche negli altri paesi dell’Europa occidentale. Complessivamente il calo registrato è pari al 2,4%. In Italia si registra un +16,4% nell’ambito dei PC destinati alle aziende e un -5,8% per quelli diretti ai consumatori finali. 

In Europa l’acquisto di pc da parte di aziende è in negativo solo in Spagna, Polonia, Olanda, Svizzera, mentre risulta positivo negli altri paesi in un range compreso tra il 4% del Regno Unito e il 20% del Portogallo, con il picco dell’Irlanda al 22%. L’Eire, al contempo, è l’unico paese tra quelli analizzati a presentare un incremento dell’acquisto di pc anche tra i consumatori, per quanto il risultato del 0,5 percentuale sia estremamente esiguo. Il calo è decisamente più marcato nei paesi anglosassoni, con la Germania che registra un dato negativo vicino al 20%. 

Tuttavia, il divario tra i due dati è comunque dovuta alla relativamente bassa necessità da parte dei consumatori di possedere un pc quando possono utilizzare smartphone e tablet mentre, al contempo, le aziende sono spronate ad aggiornarsi e a rinnovare continuamente il proprio parco macchine, soprattutto a seguito della fine del supporto delle vecchie versioni di Windows, cosa che comporta un rialzo della crescita di domanda a livello mondiale. 

In aumento le vendite di notebook, con una percentuale pari al 6,6%, scavalcando i desktop cresciuti solo dello 0,6%, dimostrando anche un’evoluzione del lavoro sempre più versatile e mobile. Aumentano anche i prodotto destinati ai professionisti grafici, architetti, creativi e registi, bisognosi di una potenza di elaborazione superiore. Per quanto riguarda i marchi in testa per l’Europa troviamo HP e Lenovo, seguiti da Apple, Asus e Dell.

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