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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Roma: giudici, inammissibile la class action del Codacons per le buche


La seconda sezione del tribunale civile di Roma, presieduta da Francesco Oddi, ha dichiarato inammissibile la class action presentata dal Codacons contro il dissesto nelle strade capitoline. E' stata la stessa associazione a darne nota, dichiarandosi non sorpresa dalla decisione «proprio perché in primo grado la quasi totalità delle class action presentate in Italia è stata dichiarata inammissibile dai giudici, anche se le decisioni sono state poi ribaltate in Corte d'Appello».

Per il tribunale civile, la richiesta di condanna dell'Amministrazione ad adottare misure idonee ad evitare le conseguenze delle violazioni, è manifestamente inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice ordinario; la giurisdizione sarebbe quindi del giudice amministrativo. «Il tribunale di Roma - commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - nel rigettare la nostra class action, ritiene in sostanza che per difendersi dalle buche dell'asfalto e dal dissesto stradale bisogna ricorrere al giudice amministrativo, perché non è chiaro quali danni subiscano i cittadini dalla situazione disastrosa delle strade romane. Prendiamo atto di tale decisione e ricorreremo in appello e in sede amministrativa, augurandoci che ne' i giudici ne' altri cittadini cadano mai nella rete di buche esistenti nella capitale».


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