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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Banche: Codacons, ignobile teatrino a danno consumatori



«Un ignobile teatrino della politica sulla pelle dei risparmiatori traditi dalle banche». Così il Codacons critica senza mezzi termini gli ultimi sviluppi sui decreti attuativi per i rimborsi ai risparmiatori, con il vicepremier Matteo Salvini che ha avviato un pressing sul Ministro dell'economia Giovanni Tria, affermando «o li firma entro questa settimana oppure li andiamo a scrivere noi». «Ancora una volta i risparmiatori traditi, che da anni attendono i rimborsi cui hanno diritto, sono costretti ad assistere ad una sceneggiata sul futuro dei propri soldi - spiega il presidente Carlo Rienzi - Tuttavia i decreti attuativi, anche quando saranno finalmente varati, copriranno solo una minima parte delle perdite subite dagli investitori e non saranno sufficienti e fare giustizia e sanare scorrettezze, raggiri e malagestione delle banche».
In base ai calcoli del Codacons, infatti, solo per le banche venete (Popolare di Vicenza e Veneto banca) e per i 4 istituti sottoposti a risoluzione (Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti) il danno complessivo subito dai risparmiatori supera quota 15,6 miliardi di euro e investe quasi 220mila piccoli azionisti e obbligazionisti, con una perdita media pari a 71.604 euro a risparmiatore.

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