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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Banche: Codacons, ignobile teatrino a danno consumatori



«Un ignobile teatrino della politica sulla pelle dei risparmiatori traditi dalle banche». Così il Codacons critica senza mezzi termini gli ultimi sviluppi sui decreti attuativi per i rimborsi ai risparmiatori, con il vicepremier Matteo Salvini che ha avviato un pressing sul Ministro dell'economia Giovanni Tria, affermando «o li firma entro questa settimana oppure li andiamo a scrivere noi». «Ancora una volta i risparmiatori traditi, che da anni attendono i rimborsi cui hanno diritto, sono costretti ad assistere ad una sceneggiata sul futuro dei propri soldi - spiega il presidente Carlo Rienzi - Tuttavia i decreti attuativi, anche quando saranno finalmente varati, copriranno solo una minima parte delle perdite subite dagli investitori e non saranno sufficienti e fare giustizia e sanare scorrettezze, raggiri e malagestione delle banche».
In base ai calcoli del Codacons, infatti, solo per le banche venete (Popolare di Vicenza e Veneto banca) e per i 4 istituti sottoposti a risoluzione (Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti) il danno complessivo subito dai risparmiatori supera quota 15,6 miliardi di euro e investe quasi 220mila piccoli azionisti e obbligazionisti, con una perdita media pari a 71.604 euro a risparmiatore.

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