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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Agcom: Unc, ok Tar sulle norme per il recesso, ma serve abolizione spese



«Bene, almeno per il momento. Speriamo però, onde evitare brutte sorprese, come già avvenuto per le fatture a 28 giorni, che prima di allora il Parlamento intervenga, abolendo del tutto le spese di recesso»

Così ha scritto in una nota Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, commentando la decisione del Tar del Lazio di rinviare all'udienza di merito del 9 ottobre la decisione sul ricorso delle principali compagnie telefoniche contro la delibera con la quale l'Agcom ha approvato le nuove linee guida sul recesso. 

«Serve al più presto una nuova legge annuale sulla concorrenza, dopo la legge farsa n. 124 del 2017 - ha aggiunto Dona - Fino a che le vecchie penali, abolite ufficialmente dalla porta con la prima lenzuolata Bersani ma rientrate subito dalla finestra sotto forma di spese giustificate e ora commisurate al valore del contratto e ai costi reali sostenuti dall'azienda, non saranno abolite del tutto, come per i mutui, non avremo mai vera concorrenza, dato che il consumatore non potrà essere veramente libero di scegliere l'operatore più conveniente».

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