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Carburanti, arriva il tetto ai prezzi: quanto si risparmia davvero sul pieno

  Benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19 nelle stazioni Eni ed Enilive, mentre anche Ip ha avviato i ribassi e Q8 si prepara a intervenire. Per gli automobilisti il risparmio può avvicinarsi ai 9 euro su un pieno da 50 litri, ma il prezzo calmierato non riguarda ancora tutta la rete italiana. Fare il pieno torna a costare qualcosa in meno, almeno per chi sceglie uno dei distributori che hanno aderito al tetto sui prezzi dei carburanti. Dopo settimane di rincari, l’iniziativa partita dalla rete Eni ed Enilive ha portato la benzina self service a un massimo di 1,99 euro al litro e il gasolio a 2,19 euro . Alla misura si è affiancata Ip, mentre Q8 ha annunciato un proprio intervento a partire dal 1° ottobre. La risposta degli automobilisti non si è fatta attendere. In diverse città, da Roma a Napoli, sono state segnalate code alle pompe e, in alcuni casi, l’esaurimento temporaneo delle scorte. Ma al di là delle immagini dei distributori affollati, la domanda che interessa soprattutto le ...

L’uovo è il re della tavola


Qual è il prodotto che nei primi nove mesi del 2018 ha fatto registrare la maggiore crescita degli acquisti? Le uova! A testimoniarlo è la Coldiretti, che in base a un suo studio certifica un avanzamento di questo prodotto del 17,2%. A seguire ci sono gli agrumi (8,3%) e lo spumante (7,8%).

Secondo Coldiretti, il motivo di questo incremento nell’acquisto di uova deriva dalle proprietà dell’alimento, riconosciuto come sano, equilibrato e “taglia grassi”. Non solo, il suo alto contenuto proteico (il 13% del fabbisogno giornaliero di un adulto) rendono l’uovo un prodotto sempre più presente nelle tavole degli italiani. Oltre alle proteine, le uova sono anche fonte di Vitamina A, B12 e D, rendendole un alimento completo dal punto di vista nutrizionale.

L’uovo, come ogni prodotto di origine animale, necessita tuttavia di continui controlli e garanzie tanto per il consumatore quanto per l’animale stesso Ad esempio è obbligatorio fornire le informazioni sulla provenienza dell’uovo e sui metodi di allevamento adottati, anche se le norme in materia possono essere in parte raggirabili: per questo si sta pensando a indicazioni ancora più chiare. Ad oggi il codice alfanumerico indica: il tipo di allevamento (dalle gabbie al biologico), lo Stato dove l’uovo viene deposto e il conseguente codice ISTAT di comune e provincia, il codice dell’allevatore, la destinazione dell’uovo se per consumo umano o industriale e, infine, la taglia dell’uovo.

Negli ultimi 30 anni i consumi di uova sono aumentati arrivando al record di 13 miliardi di pezzi all’anno (in media 215 uova a testa). Di questi, una larghissima parte è Made in Italy, grazie alla presenza sul nostro territorio nazionale di più di 40 milioni di galline ovaiole distribuite in 14.400 allevamenti. A livello territoriale, è il Nord il maggiore consumatore, con il 17% della Lombardia e il 16% di Veneto ed Emilia-Romagna.

Sarà forse per questo che la foto di non umani che ha ricevuto più like su Instagram sia stata proprio quella di un uovo? Forse no, ma è incredibile che i mi piace abbiano superato i 50 milioni.

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