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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

L’uovo è il re della tavola


Qual è il prodotto che nei primi nove mesi del 2018 ha fatto registrare la maggiore crescita degli acquisti? Le uova! A testimoniarlo è la Coldiretti, che in base a un suo studio certifica un avanzamento di questo prodotto del 17,2%. A seguire ci sono gli agrumi (8,3%) e lo spumante (7,8%).

Secondo Coldiretti, il motivo di questo incremento nell’acquisto di uova deriva dalle proprietà dell’alimento, riconosciuto come sano, equilibrato e “taglia grassi”. Non solo, il suo alto contenuto proteico (il 13% del fabbisogno giornaliero di un adulto) rendono l’uovo un prodotto sempre più presente nelle tavole degli italiani. Oltre alle proteine, le uova sono anche fonte di Vitamina A, B12 e D, rendendole un alimento completo dal punto di vista nutrizionale.

L’uovo, come ogni prodotto di origine animale, necessita tuttavia di continui controlli e garanzie tanto per il consumatore quanto per l’animale stesso Ad esempio è obbligatorio fornire le informazioni sulla provenienza dell’uovo e sui metodi di allevamento adottati, anche se le norme in materia possono essere in parte raggirabili: per questo si sta pensando a indicazioni ancora più chiare. Ad oggi il codice alfanumerico indica: il tipo di allevamento (dalle gabbie al biologico), lo Stato dove l’uovo viene deposto e il conseguente codice ISTAT di comune e provincia, il codice dell’allevatore, la destinazione dell’uovo se per consumo umano o industriale e, infine, la taglia dell’uovo.

Negli ultimi 30 anni i consumi di uova sono aumentati arrivando al record di 13 miliardi di pezzi all’anno (in media 215 uova a testa). Di questi, una larghissima parte è Made in Italy, grazie alla presenza sul nostro territorio nazionale di più di 40 milioni di galline ovaiole distribuite in 14.400 allevamenti. A livello territoriale, è il Nord il maggiore consumatore, con il 17% della Lombardia e il 16% di Veneto ed Emilia-Romagna.

Sarà forse per questo che la foto di non umani che ha ricevuto più like su Instagram sia stata proprio quella di un uovo? Forse no, ma è incredibile che i mi piace abbiano superato i 50 milioni.

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