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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Torna il freddo, si accendono i riscaldamenti: alcuni consigli utili



La stagione dei riscaldamenti sta per ripartire. Anzi, in alcune aree del Paese (la cosiddetta zona E) già dal 15 ottobre è possibile accendere le caldaie. A voler guardare il lato negativo, parliamo di consumi energetici e di un dispendio di denaro inevitabile.

Ma risparmiare è possibile: per il bene dell’ambiente e delle nostre tasche. A questo proposito Enea ha preparato una guida su come gestire gli impianti e Unc ha pubblicato un decalogo di consigli utili.
Anzitutto, rinfreschiamoci la memoria: quando si possono accendere i riscaldamenti? Una legge del 1993 ha suddiviso l’Italia in sei zone.
  • Zona A. La più calda, tocca solo sei comuni: 6 ore al giorno dal primo dicembre al 15 marzo;
  • Zona B. Diffusa soprattutto nelle aree costiere di Sicilia, Sardegna e Calabria meridionale: 8 ore al giorno dal primo dicembre al 31 marzo;
  • Zona C. Anche questa interessa esclusivamente il Sud insieme alle aree costiere del Lazio meridionale: 10 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo;
  • Zona D. Interessa le aree interne di tutto il centro, centro-nord e isole maggiori: 12 ore giornaliere dal primo novembre al 15 aprile;
  • Zona E. Tocca l’Appennino, la Pianura Padana e le aree subalpine: 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile;
  • Zona F. Interessa le Alpi e alcune aree appenniniche: in queste zone non c’è alcuna limitazione.
Tra il vademecum di Enea abbiamo scelto alcuni consigli utili.
  • Manutenzione dell’impianto termico. Si parla di caldaie (a gas, a gasolio, energia elettrica, biomassa etc) ma anche pompe di calore, caminetti e stufe fisse purché la potenza sommata raggiunga i 5 kW per appartamento. Chi fabbrica l’impianto deve indicare la cadenza dei controlli (spesso è consigliato quello annuale). Altra cosa è il controllo dell’efficienza energetica, che a seconda dell’impianto può essere obbligatorio ogni anno fino a ogni quattro anni (è il caso delle caldaie a gas da 24 kW, molto diffuse);
  • Tenere d’occhio la temperatura della casa. Inutile far andare i termosifoni a mille: per star bene non ce n’è bisogno. Senza contare che per legge, negli ambienti domestici bisogna stare entro i 20 gradi (+2 di tolleranza) d’estate e non scendere sotto i 26 (-2 di tolleranza) in inverno. Ogni grado in meno d’inverno fa risparmiare dal 5 al 10% sui consumi di combustibile;
  • Usare i cronotermostati intelligenti. Sono ancora in pochi a utilizzare questi dispositivi elettronici, che possono essere gestiti anche da smartphone: consentono di regolare la temperatura e l’accensione dell’impianto anche a distanza. L’ideale per risparmiare energia, accendendo i termosifoni un’ora prima del nostro ritorno a casa;
  • Applicare le valvole termostatiche. Più che un consiglio, questo (insieme ai contabilizzatori) è un obbligo già dal 30 giugno 2017. Anche se un anno fa erano ancora molti i condomini fuorilegge. Le valvole consentono infatti di scegliere se tenere accesi o spenti i singoli termosifoni e di regolare la temperatura;
  • Installare pannelli riflettenti tra la parete e il termosifone. È una soluzione low-cost (per tre radiatori si possono spendere una ventina di euro) ed efficace soprattutto sulle pareti esterne: consentono di trattenere il calore nella stanza, evitando che si disperda all’esterno;
  • Schermare le finestre di notte. Un altro consiglio facilissimo da seguire, valido anche per l’estate (durante le ore diurne): per evitare la dispersione del calore bisogna chiudere le persiane o le tapparelle;
  • Niente ostacoli a ridosso dei termosifoni. Più facile a dirsi che a farsi, soprattutto per chi ha case piccole o è un accumulatore compulsivo di soprammobili: ma schermare il termosifone con oggetti, tende o mobili riduce l’efficienza energetica;
  • Cambiare infissi. Per chi ne ha la possibilità, investire nel miglioramento energetico della propria casa è sempre una buona idea. L’isolamento termico delle pareti e la sostituzione delle finestre con degli infissi più isolanti sono due interventi che possono ridurre del 20% i consumi di energia. Nella manovra dell’attuale governo sembra che le agevolazioni fiscali siano state confermate;
  • Rinnovare l’impianto di riscaldamento. Se l’impianto ha una caldaia tradizionale, la si potrebbe sostituire con una a condensazione che, recuperando il calore dei fumi di combustione fa risparmiare energia. «Se l’impianto è abbastanza vecchio, conviene valutare il rinnovo dell’intero impianto, ad esempio con le nuove caldaie a biomasse, le pompe di calore, o con impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata da un impianto fotovoltaico», spiega Unc. Anche per questi interventi si può sfruttare la detrazione fiscale del 65%.

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