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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Errori nel 730: c'è ancora tempo



Errori nel 730 che comportano meno tasse da pagare, o più crediti da incassare? Si può rimediare presentando entro il prossimo 25 ottobre un modello 730 integrativo. In questo modo l'acconto di novembre potrà essere più leggero.

Il 730 integrativo può essere presentato quando ci si è accorti di aver dimenticato delle spese, ad esempio perché si è accettato il 730 precompilato senza modifiche e solo dopo ci si è resi conto che invece c'era la possibilità di avere un credito d'imposta maggiore aggiungendo spese che lì per lì non si sapeva di poter detrarre. Lo stesso nel caso in cui emerga un minor debito, ad esempio perché nella dichiarazione originaria ci si era dimenticati di indicare imposte trattenute alla fonte o importi pagati in acconto, ad esempio la cedolare secca versata con modello F24, oppure erano stati fatti errori nell'indicare il loro ammontare.

Per far valere il maggior credito o la minore imposta dovuta è comunque necessario rivolgersi ad un Caf, dato che la dichiarazione integrativa deve essere necessariamente trasmessa da un intermediario. Quest'obbligo vale anche per chi ha accettato la dichiarazione precompilata senza modifiche direttamente sul sito delle Entrate.

Poiché si deve passare dal Caf o dal commercialista occorre esibire tutta la documentazione necessaria per consentire il controllo della conformità dell’integrazione effettuata, oppure tutta la documentazione se il 730 originario era stata prestato al sostituto d’imposta o in versione precompilata. In ogni caso il Caf o il professionista abilitato, entro il prossimo 12 novembre, deve verificare la conformità dei dati esposti nella dichiarazione integrativa, effettuare il calcolo delle imposte e consegnare al contribuente copia della dichiarazione integrativa e il prospetto di liquidazione Modello 730-3 integrativo. In questo modo il sostituto d’imposta applicherà l'acconto in misura ridotta.

Se non si rispetta la data del 25 ottobre, comunque, non tutto è perduto. È infatti possibile recuperare le imposte non dovute presentando un modello Redditi il prossimo anno.

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