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Fisco, metà degli italiani non paga. Il 19% degli italiani paga quasi il 65% dell’Irpef

  Quasi la metà degli italiani non ha redditi "e quindi vive di fatto "a carico" di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su , corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l'IRPEF ". È quanto emerge dall'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l'80° anniversario CIDA. L'Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi "che a pagare sono però i 'soliti noti'" rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti , vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi , sia i versanti , vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF , "il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l'anno - all'incirca 2mila euro netti al mese - e versano il 65% ...

Errori nel 730: c'è ancora tempo



Errori nel 730 che comportano meno tasse da pagare, o più crediti da incassare? Si può rimediare presentando entro il prossimo 25 ottobre un modello 730 integrativo. In questo modo l'acconto di novembre potrà essere più leggero.

Il 730 integrativo può essere presentato quando ci si è accorti di aver dimenticato delle spese, ad esempio perché si è accettato il 730 precompilato senza modifiche e solo dopo ci si è resi conto che invece c'era la possibilità di avere un credito d'imposta maggiore aggiungendo spese che lì per lì non si sapeva di poter detrarre. Lo stesso nel caso in cui emerga un minor debito, ad esempio perché nella dichiarazione originaria ci si era dimenticati di indicare imposte trattenute alla fonte o importi pagati in acconto, ad esempio la cedolare secca versata con modello F24, oppure erano stati fatti errori nell'indicare il loro ammontare.

Per far valere il maggior credito o la minore imposta dovuta è comunque necessario rivolgersi ad un Caf, dato che la dichiarazione integrativa deve essere necessariamente trasmessa da un intermediario. Quest'obbligo vale anche per chi ha accettato la dichiarazione precompilata senza modifiche direttamente sul sito delle Entrate.

Poiché si deve passare dal Caf o dal commercialista occorre esibire tutta la documentazione necessaria per consentire il controllo della conformità dell’integrazione effettuata, oppure tutta la documentazione se il 730 originario era stata prestato al sostituto d’imposta o in versione precompilata. In ogni caso il Caf o il professionista abilitato, entro il prossimo 12 novembre, deve verificare la conformità dei dati esposti nella dichiarazione integrativa, effettuare il calcolo delle imposte e consegnare al contribuente copia della dichiarazione integrativa e il prospetto di liquidazione Modello 730-3 integrativo. In questo modo il sostituto d’imposta applicherà l'acconto in misura ridotta.

Se non si rispetta la data del 25 ottobre, comunque, non tutto è perduto. È infatti possibile recuperare le imposte non dovute presentando un modello Redditi il prossimo anno.

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