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Detrazione abbonamento mezzi pubblici 730 2026: la guida pratica

La detrazione dell’abbonamento ai mezzi pubblici permette di recuperare il 19% della spesa sostenuta, entro il limite massimo di 250 euro . Il beneficio vale per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale acquistati per sé o per un familiare fiscalmente a carico, ma solo se il pagamento è tracciabile e se si conservano i documenti corretti. Per la detrazione conta l’anno in cui paghi l’abbonamento, non il periodo in cui lo usi. Inoltre, se il costo viene rimborsato dal datore di lavoro come benefit non tassato, non puoi indicare nel 730 la parte già rimborsata. Chi ha diritto alla detrazione dell’abbonamento ai mezzi pubblici La detrazione spetta ai contribuenti che sostengono la spesa per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.   Puoi portare in detrazione: l’abbonamento acquistato per te; l’abbonamento acquistato per un familiare fiscalmente a carico, per esempio un figlio. L’abbonamento deve ri...

Garante Privacy, multa a Vodafone per telemarketing



Il garante per la Privacy ha multato Vodafone con una sanzione amministrativa di 800mila euro per aver svolto attività di marketing. L'ingiunzione fa seguito ad un precedente provvedimento con il quale il Garante aveva vietato all'operatore telefonico l'invio di sms e l'effettuazione di chiamate per finalità di marketing a chi non avesse manifestato uno specifico consenso o avesse addirittura chiesto di non essere più disturbato con offerte commerciali.

La decisione era stata adottata dal Garante all'esito di una complessa istruttoria e di accertamenti ispettivi - avviati sulla base di innumerevoli segnalazioni - dai quali era emerso che in meno di due anni milioni di persone erano state contattate attraverso telefonate o sms senza il loro consenso.

Le campagne promozionali avevano riguardato sia clienti attuali, sia quelli potenziali, sia quanti avevano cambiato compagnia. Il Garante ha contestato a Vodafone le violazioni previste dalla normativa privacy anche per aver realizzato gli illeciti utilizzando banche dati di particolare rilevanza e dimensioni.

L'Unione nazionale consumatori commenta la notizia definendola «ottima». Ora, però, chiedono i consumatori, «basta con le telefonate indesiderate o addirittura moleste. È urgente che siano varati al più presto i provvedimenti attuativi che servono a rendere definitivamente operativa la legge n. 5 dell'11 gennaio 2018. Nonostante la riforma sia entrata in vigore il 4 febbraio, infatti, mancano ancora i prefissi unici che servono ad identificare e distinguere le chiamate telefoniche per finalità statistiche da quelle per pubblicità, vendita e comunicazione commerciale. Numeri che dovevano essere individuati dall'Autorità delle Comunicazioni entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge».

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