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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Quest'anno le vacanze costano un po' di più



Vacanze un po’ più costose, quest’anno, per gli italiani. E la colpa è soprattutto del caro-carburante che influirà, e non poco, sulle tasche di chi si metterà in macchina per raggiungere le mete turistiche. Come ogni anno l’Osservatorio nazionale Federconsumatori ha stimato i costi delle vacanze, che nel 2018, per una famiglia con due figli tra i 10 e i 16 anni, supereranno i 3.800 euro per una settimana al mare viaggiando in auto. L’anno scorso erano 3.777. Nonostante ciò saranno di più gli italiani che passeranno qualche giorno fuori casa per ricaricare le batterie: circa 800.000 secondo l’indagine appena resa nota, per un totale di 21,8 milioni.

Nello specifico, a incidere di più sul budget estivo familiare è il costo del carburante (+6,8% della benzina). Più contenuto l’aumento medio del pedaggio (+1%) e della sosta in autogrill (+0,5%). Piccoli ritocchi - al rialzo, naturalmente - anche per il pernottamento in hotel che per 7 notti costerà 20 euro in più a famiglia (+0,9%).

Una volta raggiunto il mare gli italiani dovranno fare i conti con una serie di rincari impercettibili ma che, sommati, potrebbero farsi sentire. Il costo per lettino e ombrellone è rimasto invariato rispetto all’estate scorsa (ma, come vedremo, un’altra indagine arriva a conclusioni diverse) ma sono cresciute le spese per le escursioni. In particolare una mezza giornata in una località caratteristica (con guida autorizzata) costa il 3% in più; mentre una gita in barca comprensiva di pranzo e aperitivo l’1,9% in più.

A fine giornata non c’è niente di meglio di una cena al ristorante, che rispetto all’anno passato costerà lo 0,7% in più. Considerando che per una serata al pub si sborserà la stessa cifra di un anno fa, secondo l’Osservatorio nel complesso la vacanza 2018 sarà più cara dell’1,1%. Insomma, danni limitati per la famiglia media che, comunque, continuerà a preferire vacanze low-cost senza troppe pretese: soggiorni brevi e spesso a casa di amici e parenti. La maggioranza preferisce prenotare online tramite agenzie di viaggio virtuali o facendo tutto da sé.

Un’altra indagine, stavolta di Jfc, da una parte conferma e da un’altra smentisce quanto rilevato da Federconsumatori. Secondo la società di consulenza turistica le presenze nelle località di mare nel 2018 aumenteranno del 3,1%, ma ancora di più aumenterà il fatturato del comparto balneare italiano (+5,1%) soprattutto a causa dei rincari applicati dagli operatori del sud Italia.

Nelle località balneari del Mezzogiorno infatti lettini e ombrelloni subiranno un +6,6% - solo in Puglia alcune strutture daranno delle stangate ai propri clienti con punte fino al 18%. Nel centro-nord, invece, aumenti più contenuti: +3,4% in media.

Jfc, che ha rilevato solo i prezzi di hotel e servizi balneari, non quelli dei trasporti, stima che gli italiani ridurranno il proprio budget rispetto allo scorso anno spendendo 620 a persona per una vacanza di una settimana. La stima è di 1500 euro, ma per una famiglia-tipo diversa da quella analizzata da Federconsumatori: in questo caso parliamo di genitori con un solo figlio di età inferiore agli 8 anni.

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