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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Indennizzi per disservizi degli operatori, le nuove regole



Sono cambiati gli indennizzi a cui gli italiani hanno diritto per i disservizi che hanno subito per colpa dei loro operatori, di telefonia fissa, mobile, internet, tv a pagamento. È infatti appena entrato in vigore il nuovo regolamento indennizzi Agcom, a sette anni di distanza dal precedente (che era anche il primo, uscito nel 2011). Ed è bene esserne informati, perché in molti casi l'utente potrà ottenere gli indennizzi solo se li richiede espressamente all'operatore.

Per esempio, ora si ha diritto a 7,50 euro per ogni giorno di ritardo nell'attivazione del servizio (rispetto ai tempi contrattuali, che di solito sono di 30 giorni dalla richiesta dell'utente nella telefonia fissa e un paio per quella mobile).

Stesso indennizzo è dovuto per ogni giorno di errata sospensione amministrativa (cioè non dovuta a un guasto tecnico) del servizio. Per ritardi nel cambio operatore all'utente sono dovuti invece 1,5 euro per ogni giorno, ma si sale a 5 euro per i ritardi sulla portabilità del numeroCi sono indennizzi anche per guasti: un caso molto frequente. Ossia sei euro per ogni giorno di interruzione e 3 euro per ogni giorno di malfunzionamento. Sono aumentati rispetto al precedente regolamento (quando erano 5 e 2,5 euro rispettivamente). Per questi tre casi (ritardi su attivazione, sospensione, guasti), se la linea è banda ultralarga l'indennizzo è aumentato di un terzo. È di tre euro al giorno invece per i servizi tv a pagamento.

Frequenti anche i casi di attivazione di servizi non richiesti: sono dovuti 5 euro di indennizzo per ogni giorno di attivazione, che scendono a 2,5 se si tratta di servizi "accessori" (come la segreteria) o profili tariffari. A questo si somma ovviamente il rimborso di quanto sottratto illecitamente.

Il caso più grave è la perdita di numero telefonico per errori degli operatori: 100 euro per ogni anno di precedente utilizzo, fino a 1.500. Attenzione: l'operatore è tenuto anche a rispondere ai reclami entro i tempi dovuti (che cambiano in base al contratto e alle delibere Agcom). Se li sfora, dovrà pagare 2,50 euro per ogni giorno di ritardo (fino a un massimo di 300 euro).

Questi valori sono per i problemi che gli utenti avranno d'ora in avanti (per i precedenti, vale il vecchio regolamento). L'operatore è tenuto a erogare gli eventuali indennizzi previsti nel contratto se maggiori rispetto a quelli Agcom.

L'utente deve segnalare il disservizio entro tre mesi. L'operatore eroga l'indennizzo in automatico entro 45 giorni per i casi di tardata attivazione e sospensione amministrativa e lo fa nella prima bolletta utile (stornando dal canone) oppure - per le utenze prepagate - con accredito del corrispettivo. L'indennizzo automatico non vale per i servizi tv.

Se la somma da corrispondere a titolo d'indennizzo è superiore all'importo della prima fattura utile, la parte in eccesso, se superiore a euro 100, è corrisposta su richiesta dell'utente mediante assegno o bonifico bancario, alle coordinate fornite dall'intestatario, entro il termine di trenta giorni dall'emissione di tale fattura. Per i disservizi dove l'indennizzo non è automatico dovrà essere sempre l'utente a richiederlo.

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