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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Antitrust: multa per BudgetAir



L’Antitrust ha multato per 270.000 euro BudgetAir, un sito che confronta le tariffe aeree di 800 vettori. Claim ingannevoli, costi aggiuntivi preselezionati e sovrapprezzo per chi paga con carta di credito sono le tre condotte per le quali l’autorità ha comminato la maxi-sanzione, comunicandolo sul suo bollettino online. Nel frattempo BudgetAir ha corretto il tiro modificando sia lo slogan che il processo di acquisto, eliminando così le trappole.

BudgetAir si presentava in modo molto invitante ma non veritiero ai potenziali clienti, scrivendo: «Sul nostro sito è possibile confrontare e prenotare il volo su misura per le tue esigenze con la sicurezza di trovare sempre il prezzo più conveniente». L’Autorità ha però scoperto che in alcuni casi bastava andare sul sito delle compagnie aeree per trovare tariffe più convenienti.



L’altra condotta scorretta rilevata da Antitrust: prima di acquistare il biglietto il cliente si ritrovava la casella del “servizio biglietteria” già spuntata, per un costo di 11,90 euro. Se il cliente non deselezionava l’opzione aderiva quindi al sovrapprezzo. La strategia dell’opt-out (se non vuoi pagare, sei te che devi togliere la spunta) è però vietata dal Codice del consumo, a tutto vantaggio dell’opt-in, che si basa sulla filosofia opposta: se vuoi un servizio aggiuntivo, devi essere te a selezionarlo. Oltre a questo, la dicitura “servizio biglietteria” era ingannevole: in realtà consisteva in una assicurazione che tutela il cliente in caso di fallimento della compagnia aerea. La società olandese proprietaria di BudgetAir è già corsa ai ripari: oggi la clausola è stata rinominata “rimborso per fallimento della compagnia aerea” e non è pre-selezionata: aderire è una precisa scelta del cliente.

Infine, BudgetAir faceva pagare un supplemento di 9,95 euro per chi pagava con alcune carte di credito. Una “gabella” che, oltre ad essere vietata dal Codice del Consumo, nella fase iniziale della prenotazione non veniva mai menzionata. Nel frattempo anche questa sovrattassa è stata eliminata.

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