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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Continua la lotta di Agcom contro gli abbonamenti truffa



Hanno forse i giorni contati gli abbonamenti truffa a servizi a valore aggiunto, su cellulare. Loghi, suonerie, giochi che prosciugano il conto degli utenti, senza il loro consenso, per decine di euro al mese. La speranza di debellare questo fenomeno viene da una sperimentazione, annunciata oggi da Agcom, con la collaborazione degli operatori telefonici e associazioni consumatori.


In sostanza sono nuovi sistemi di tutela che dovrebbero sia ostacolare le attivazioni non richieste sia facilitare i rimborsi. La sperimentazione è in corso da dicembre, a quanto risulta a Repubblica, ma ora è il momento in cui Agcom le ha tolto i veli per esporla al giudizio degli utenti. Che potranno scrivere i propri commenti alla nuova mail, appena attivata ad hoc da Agcom, sperimentazioneVAS@agcom.it. Potranno dire come si stanno trovando con le nuove modalità e se le trovano efficaci.


Poi Agcom potrà eventualmente migliorarle, recependo i commenti degli utenti. Ossia delle vittime.
Nel dettaglio, le nuove tutele sono due:

  • Lo strumento del doppio clicL’utente – da quando è partita la sperimentazione – attiva l’abbonamento solo dopo aver fatto due clic in due diverse schermate contenenti informazioni differenti. Il primo è utilizzato per raccogliere il consenso all’addebito del servizio sul conto telefonico dell’utente, il secondo per confermare la richiesta di acquisto;
  • l’introduzione, da oggi, del numero verde di customer care 800.22.44.99 – attivo 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana – attraverso il quale gli utenti, tramite voce guida, sono informati degli abbonamenti a servizi premium attivi sulla propria utenza e possono eventualmente procedere alla loro disattivazione
  • Dalle 9:00 alle 21:00 è, inoltre, prevista la possibilità di parlare con un operatore.  

Come detto, solo la seconda è appena partita; la prima c’era già, in sordina, ma adesso gli utenti possono giudicarla perché poi Agcom potrà migliorarla.
E potremmo già anticipare che qualche miglioria sarà comunque necessaria, perché – a quanto risulta dalle tante mail giunte in redazione – gli abbonamenti truffa continuano a essere attivati. Nonostante lo strumento del doppio clic, che quindi alcuni criminali riescono ad aggirare. A quanto pare, in certi casi riescono a genere in automatico i clic di abbonamento quando gli utenti navigano su cellulare. Di solito lo strumento di attivazione è un banner pubblicitario che contiene uno script di attivazione automatica dell’abbonamento. La regola d’oro è però chiamare il proprio operatore e chiedere il blocco di tutti i servizi vas premium (il cosiddetto “barring”). Così sarà impossibile subire attivazioni non richieste.

«Questa fase di sperimentazione si concluderà presumibilmente entro la metà del 2018, permettendo all’Autorità di valutare nel loro complesso le misure volte a superare il fenomeno delle attivazioni inconsapevoli di servizi premium», scrive Agcom in una notaTra le associazioni attive, Adiconsum, che invita a mandare commenti sulla sperimentazione alla propria mail telecomunicazioni@adiconsum.it o alle sue pagine Facebook.
«Questa degli abbonamenti truffa su cellulare è una piaga irrisolta nel settore. Speriamo che adesso sia la volta buona per debellare un problema che tanti danni ha causato agli utenti», dice Mauro Vergari di Adiconsum.

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