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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Finita epidemia influenza più intensa degli ultimi 15 anni


Fonte: ANSA
Con 8,1 milioni di italiani messi a letto da inizio stagione, è terminata l'epidemia di influenza in Italia: lo segnala l'ultimo bollettino Influnet curato dall'Istituto superiore di sanità (Iss). Nella settimana dal 12 al 18 marzo sono stati 154mila i casi segnalati dai medici sentinella, con un'incidenza di 2,54 casi per mille assistiti del 2018. Ciò significa che l'attività dei virus influenzali è tornata ai livelli di base.
Quella appena conclusasi è stata per l'Italia una stagione influenzale «molto intensa, la più intensa degli ultimi 15 anni, superando nel suo momento di picco, per numero di casi, quella del 2004-2005». A dirlo è l'epidemiologo dell'Istituto superiore di sanità, Gianni Rezza. Nella stagione 2004-2005, considerata finora la più intensa degli ultimi anni, ci furono 6,3 mln di casi con un'incidenza di 14,6 casi ogni mille assistiti al momento del picco. Quest'anno i casi sono stati 8,1 mln e 14,7 per mille assistiti al momento del picco. Un andamento «quasi inaspettato», sottolinea l'esperto, che rileva come sia stato predominante «il ceppo B del virus dell'influenza, che di solito provoca epidemie contenute e si concentra sui bambini - continua - e invece quest'anno non ha risparmiato neanche adulti e anziani, facendo aumentare il numero dei casi». Accanto a questo ha circolato anche il virus pandemico AH1N1, «che dà problemi soprattutto quando colpisce gli anziani», aggiunge Rezza. Tuttavia, nonostante l'alto numero di persone colpite, non è stata una «stagione di particolare gravità per quanto riguarda i casi gravi e i morti. Ce ne sono stati tanti, perchè tanti sono stati i casi di influenza - conclude - ma la virulenza è stata contenuta».
Anche in quest'ultima settimana i più colpiti sono stati i bambini sotto i cinque anni con 6,7 casi per mille assistiti, seguiti da quelli tra i 5 e 14 anni con 3,1 casi. Nei giovani adulti l'incidenza è scesa a 2,5 casi per mille assistiti e a 1,2 negli anziani dai 65 anni in su. In molte Regioni italiane il livello di incidenza è sceso sotto la soglia di base. Come rileva il bollettino, livello di incidenza di questa stagione influenzale è stato "molto alto", ed è paragonabile a quello osservato nelle stagioni 2004-05 e 2009-10.

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