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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Altro giorno di sciopero, oggi tocca a operai e insegnati


Ancora proteste questa mattina fra i lavoratori. In Campania, un centinaio di operai aderenti agli Si Cobas e impiegati in stabilimenti fra cui quelli di Fca in Italia hanno bloccato gli svincoli della strada statale 162, proprio quelli che portano allo storico stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. I manifestanti lamentano dei piani industriali che, secondo il loro parere, non sarebbero sufficienti a garantire il futuro occupazionale dei lavoratori. 
Intanto i disagi non si sono fatti attendere. La protesta ha infatti creato grosse code sulla statale in direzione Napoli e in direzione Nola, impedendo agli operai che non hanno aderito allo sciopero di raggiungere lo stabilimento. L’azienda ha per l’occasione aperto un varco solitamente destinato allo scarico merci, accessibile tramite altre arterie stradali.


Gli operai non sono stata l’unica categoria in protesta, nel giorno che vede l’insediamento delle due camere. Infatti anche gli insegnati e il personale scolastico hanno indetto uno sciopero guidato dai sindacati Anief, Saese e Cobas (quest’ultimo solo per i docenti di scuola dell’infanzia e primaria). Durante la giornata è atteso anche il parere dell'Avvocatura dello Stato in relazione all'applicazione della sentenza con cui il Consiglio di Stato ha disposto la cancellazione dalle graduatorie a esaurimento di oltre 50 mila diplomati magistrali. «Dopo una campagna per le elezioni politiche dove il tema scuola non è stato certamente centrale, è giunto il momento - ha spiegato il presidente dell'Anief, Marcello Pacifico - di richiamare l'attenzione della politica. Tra i motivi dello sciopero spicca quello della necessità di aprire ai precari le Graduatorie a esaurimento. Ci appelliamo alla sensibilità dei nuovi senatori e onorevoli perché facciano giustizia nei confronti di decine di migliaia di precari abilitati e specializzati che rischiano il licenziamento». 


A Pacifico segue Piero Bernocchi, leader dei Cobas, che afferma: «Volevamo manifestare davanti al Parlamento per inviare ai nuovi deputati e senatori un messaggio forte e chiaro affinché vengano restituiti a decine di migliaia di maestre il diritto a insegnare e la sicurezza del posto di lavoro che si sono guadagnati in anni e anni di precariato mal retribuito. Ma la manifestazione, autorizzata in precedenza, è stata vietata all'ultimo momento dalla questura, forse per un intervento del ministro degli Interni che non ha voluto 'turbare' la prima giornata dei neo-eletti/e, decidendo di 'recintare' il Parlamento con un'ampia zona off limits per ogni sorta di protesta».

Continua Bernocchi: «Ferma restando la protesta più ampia, che coinvolge tutta la categoria docente e Ata, contro un contratto miserabile sul piano economico e l'inserimento in esso delle imposizioni della legge 107, lo sciopero del 23 marzo ha come obiettivi immediati, da presentare ai nuovi parlamentari e al governo che verrà la conservazione del posto in 'ruolo' o nelle Gae (graduatorie a esaurimento) per le maestre diplomati magistrali che vi si trovano, la riapertura delle Gae per tutti i precari abilitati e l'immissione immediata 'in ruolo' per i precari con 3 anni di servizio».

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