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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Istat, a gennaio cala la fiducia di consumatori e imprese



Fonte: Ansa


A gennaio 2018 l'indice del clima di fiducia dei consumatori diminuisce, passando da 116,5 a 115,5 ma rimanendo in linea con il livello mediamente registrato da settembre 2017. Lo rileva l'Istat spiegando che la flessione è essenzialmente dovuta alla diminuzione della componente economica (da 142,9 a 141,1) e di quella futura (da 121,3 a 120,9). Il clima personale e quello corrente invece aumentano (da 106,9 a 107,6 e da 112 a 112,8), raggiungendo entrambi i livelli top da gennaio 2016. 
L'indice composito del clima di fiducia delle imprese a gennaio scende da 108,7 a 105,6. Lo rileva l'Istat segnalando che si tratta di un calo più marcato rispetto a quello della fiducia dei consumatori "in larga misura determinato dalla flessione nei servizi, mentre si rileva una sostanziale tenuta per la manifattura". La contrazione nei servizi è condizionata dal "netto ridimensionamento" della fiducia nel turismo che segue la forte accelerazione del secondo semestre 2017.
Più in dettaglio, analizzando i risultati della fiducia dei consumatori a gennaio 2018, l'Istat evidenzia che i giudizi dei consumatori sulla situazione economica del Paese sono in miglioramento, mentre le aspettative registrano un calo. Peggiorano le opinioni dei consumatori circa l'andamento della disoccupazione, il cui saldo sale da 11,4 a 16. Per quanto riguarda le opinioni degli intervistati sull'andamento dei prezzi al consumo, espresse su un orizzonte temporale di 12 mesi, l'istituto di statistica segnala un deciso aumento sia della quota di coloro che giudicano i prezzi aumentati sia di quella di coloro che prevedono un aumento in futuro. Rispetto alla situazione personale, i giudizi sulla situazione economica familiare sono in peggioramento mentre le aspettative sono in lieve recupero. Il saldo relativo alle opinioni sul bilancio familiare, continua ad aumentare per il secondo mese consecutivo. Riguardo alle domande trimestrali sulle intenzioni di acquisto di specifici beni durevoli, l'Istat registra una lieve diminuzione del saldo relativo alle intenzioni di acquisto di un'autovettura e di quello relativo alla spesa per manutenzione straordinaria della propria abitazione. Le opinioni dei consumatori circa l'intenzione di acquisto di un'abitazione restano sostanzialmente stabili rispetto allo scorso trimestre.
Il clima di fiducia delle imprese nel mese di gennaio, continua l'Istat, cala in misura contenuta nel settore manifatturiero (da 110,3 a 109,9), mentre risulta più marcata la flessione nei servizi (da 108,7 a 105,7) e nel commercio al dettaglio (da 112,0 a 108,6). Invece, segnali positivi provengono dal settore delle costruzioni dove il clima aumenta da 127,1 a 129,2. Nel comparto manifatturiero l'Istat segnala un lieve peggioramento dei giudizi sugli ordini con scorte di magazzino giudicate in accumulo. Invece, le attese sulla produzione tornano ad aumentare dopo il calo subìto alla fine del 2017. Nelle costruzioni l'aumento dell'indice è trainato dall'aumento delle aspettative sull'occupazione. La diminuzione dell'indice nei servizi riflette poi un forte ridimensionamento della fiducia nel turismo mentre migliora la fiducia nei servizi alle imprese e nell'informazione e comunicazione. Nel commercio al dettaglio il peggioramento della fiducia è determinato da un forte aumento del saldo relativo alle scorte di magazzino in presenza di aspettative sulle vendite future in calo; i giudizi sulle vendite correnti rimangono sostanzialmente stabili.

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