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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Agcm contro WhatsApp: dovrà pagare multa da 50mila euro


Fonte: Adiconsum

L’Antitrust ha sanzionato la famosa app di messaggistica istantanea per non aver rispettato l’ordine di pubblicazione del provvedimento emesso a maggio 2017, nel quale l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha appurato la presenza di clausole vessatorie all’interno dei Termini di Utilizzo del servizio.
Nello specifico, WhatsApp avrebbe dovuto comunicare quanto deliberato da AGCM sul proprio sito internet e tramite apposita notifica via app.

Le Clausole incriminate

·      Modifiche unilaterali del contratto da parte della compagnia
·      Diritto di recesso palesemente a vantaggio della società di proprietà di Facebook
·      Limitazioni di responsabilità
·      Interruzioni ingiustificate del servizio
·      La scelta del foro competente sulle controversie (limitato, allo stato attuale, ai tribunali americani)

La Sanzione
L’Autorità ha deciso di irrogare una sanzione pari a 50.000 euro nei confronti di WhatsApp inc., il tetto massimo di pena previsto nei confronti di chi non rispetta i provvedimenti previsti a seguito dell’accertamento di clausole vessatorie. Un limite che bisognerà rivedere, perché una sanzione di 50mila euro, per aziende con un grosso business, non rappresenta di certo un deterrente.

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