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Conflitto in Iran: voli cancellati, rimborsi e diritti dei passeggeri

Il conflitto in Iran sta avendo conseguenze concrete anche per chi viaggia. Oltre alle tensioni geopolitiche, infatti, molti passeggeri europei stanno affrontando cancellazioni, modifiche dei voli e incertezze sui rimborsi. Fondamentale in questo caso conoscere i propri diritti per evitare di perdere soldi o restare bloccati senza assistenza. Spazio aereo chiuso e voli cancellati Le tensioni legate al conflitto hanno portato alla chiusura o alla limitazione dello spazio aereo in diverse aree del Medio Oriente. Questo ha costretto molte compagnie aeree a: cancellare voli, modificare rotte, riprogrammare partenze e arrivi. Le conseguenze riguardano non solo i collegamenti diretti con l’Iran, ma anche numerosi voli internazionali che sorvolano la regione. Rimborso o riprotezione: cosa spetta ai passeggeri Altroconsumo ricorda che, in caso di cancellazione del volo, i viaggiatori hanno diritto a scegliere tra: rimborso del biglietto , oppure volo alternativo verso la stessa de...

Agcm contro WhatsApp: dovrà pagare multa da 50mila euro


Fonte: Adiconsum

L’Antitrust ha sanzionato la famosa app di messaggistica istantanea per non aver rispettato l’ordine di pubblicazione del provvedimento emesso a maggio 2017, nel quale l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha appurato la presenza di clausole vessatorie all’interno dei Termini di Utilizzo del servizio.
Nello specifico, WhatsApp avrebbe dovuto comunicare quanto deliberato da AGCM sul proprio sito internet e tramite apposita notifica via app.

Le Clausole incriminate

·      Modifiche unilaterali del contratto da parte della compagnia
·      Diritto di recesso palesemente a vantaggio della società di proprietà di Facebook
·      Limitazioni di responsabilità
·      Interruzioni ingiustificate del servizio
·      La scelta del foro competente sulle controversie (limitato, allo stato attuale, ai tribunali americani)

La Sanzione
L’Autorità ha deciso di irrogare una sanzione pari a 50.000 euro nei confronti di WhatsApp inc., il tetto massimo di pena previsto nei confronti di chi non rispetta i provvedimenti previsti a seguito dell’accertamento di clausole vessatorie. Un limite che bisognerà rivedere, perché una sanzione di 50mila euro, per aziende con un grosso business, non rappresenta di certo un deterrente.

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