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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Agcm contro WhatsApp: dovrà pagare multa da 50mila euro


Fonte: Adiconsum

L’Antitrust ha sanzionato la famosa app di messaggistica istantanea per non aver rispettato l’ordine di pubblicazione del provvedimento emesso a maggio 2017, nel quale l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha appurato la presenza di clausole vessatorie all’interno dei Termini di Utilizzo del servizio.
Nello specifico, WhatsApp avrebbe dovuto comunicare quanto deliberato da AGCM sul proprio sito internet e tramite apposita notifica via app.

Le Clausole incriminate

·      Modifiche unilaterali del contratto da parte della compagnia
·      Diritto di recesso palesemente a vantaggio della società di proprietà di Facebook
·      Limitazioni di responsabilità
·      Interruzioni ingiustificate del servizio
·      La scelta del foro competente sulle controversie (limitato, allo stato attuale, ai tribunali americani)

La Sanzione
L’Autorità ha deciso di irrogare una sanzione pari a 50.000 euro nei confronti di WhatsApp inc., il tetto massimo di pena previsto nei confronti di chi non rispetta i provvedimenti previsti a seguito dell’accertamento di clausole vessatorie. Un limite che bisognerà rivedere, perché una sanzione di 50mila euro, per aziende con un grosso business, non rappresenta di certo un deterrente.

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