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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Sciopero dei taxi del 14 dicembre: le informazioni utili




Fonte: Il Post



Giovedì 14 novembre ci sarà uno sciopero nazionale del servizio dei taxi. Aderiranno i tassisti di tutta Italia, e la circolazione dei taxi sarà interrotta dalle 8 alle 22. Lo sciopero di giovedì, che arriva a poco più di tre settimane dall’ultimo sciopero nazionale, è stato indetto dopo una riunione dei sindacati di categoria, che hanno spiegato le loro ragioni in un comunicato.
Il Parlamentino nazionale taxi, riunito a Napoli il 27 novembre 2017, con presenti le oo.ss. Satam, Claai, Tam Acai, Silt Confcommercio, Uti, Unica Taxi Cgil, Fast Tpnl, Fita Cna, Uritaxi, Unimpresa, Faisa Confail, Ugl taxi, Fit CISL, Usb, Mit, Federtaxi, Orsa trasporti, ritiene la posizione del Governo non rispondente alle necessità del settore.
Le ultime agitazioni sono state organizzate per protestare contro quella che secondo i tassisti è una deregolamentazione, da parte del governo, del trasporto pubblico non di linea a vantaggio dei servizi concorrenti. Gli scioperi erano iniziati nel febbraio del 2017, quando i tassisti avevano protestato per giorni nelle principali città italiane contro un emendamento al cosiddetto decreto “milleproroghe”. La norma serviva a rimandare di un anno l’obbligo per il ministero dei Trasporti di approvare un regolamento sul trasporto abusivo di passeggeri, che i tassisti speravano di utilizzare per ridurre o eliminare la concorrenza di servizi come Uber. Dopo le proteste, i rappresentanti dei tassisti avevano incontrato il governo per concordare l’emissione entro trenta giorni di un decreto attuativo, che avrebbe dovuto regolamentare definitivamente il servizio dei taxi in Italia. Il decreto però è stato presentato con molto ritardo e non è stato ritenuto sufficiente dai tassisti.
Nel comunicato delle organizzazioni sindacali vengono chiariti i punti «da definire diversamente da quanto proposto dal governo».

Le organizzazioni sindacali chiedono al Governo di procedere immediatamente alla sospensione sia dell’erogazione di nuove licenze e autorizzazioni sia della operatività di quelle APP e società che non esercitano nel rispetto delle leggi e regolamentazioni vigenti.

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