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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Perché le uova stanno scomparendo dagli scaffali dei supermercati



Fonte: Repubblica

Molti consumatori se ne stanno accorgendo con i propri occhi: negli scaffali dei supermercati di tutta Italia le uova scarseggiano. Secondo alcune stime le uova in meno, rispetto alla normalità, sono il 30-40%. La causa è da cercare all’origine, cioè negli allevamenti. Non solo quelli italiani ma di tutta Europa.

In questi mesi infatti il settore avicolo del vecchio continente è alle prese con due emergenze: la prima è quella del Fipronil, l’insetticida tossico per l’uomo che molti allevamenti hanno - illegalmente - utilizzato. La fase acuta, con diversi prodotti ritirati dal mercato, si è esaurita a settembre. Ma le conseguenze le stiamo ancora pagando: l’abbattimento di centinaia di migliaia di galline e, adesso, la sanificazione degli allevamenti colpiti che impiega diverse settimane per essere portata a termine. In questi stabilimenti la produzione deve, giocoforza, fermarsi.
L’altra emergenza, se possibile ancora più grave, è quella dell’influenza aviaria che è tornata a colpire l’Europa sotto forma di diversi ceppi: non più solo l’H5N1 ma anche H5N2, 5, 6 8 e 9.

Gli stabilimenti più colpiti sono quelli del nord Italia e secondo Gian Luca Bagnara, presidente della maggiore associazione di categoria del settore Assoavi, “la contaminazione arriva soprattutto dagli uccelli selvatici migratori, che con il clima ancora troppo caldo rimangono sul nostro territorio più del solito”.

A conferma di questa tesi c’è un fatto: se le uova scarseggiano, quelle biologiche sono diventate quasi introvabili: “Per legge gli allevamenti biologici devono tenere le galline all’aria aperta - spiega Bagnara - e in questo modo è più facile che entrino a contatto con escrementi di uccelli selvatici, contraendo l’aviaria”. Negli allevamenti in cui è stato riscontrato il virus, poi, non solo si devono abbattere gli animali ma si impone un blocco alla movimentazione dei capi in un raggio di tre chilometri per un mese. Gli allevamenti, quindi, rimangono isolati per trenta giorni prima di poter introdurre nuovi animali.

Prezzi stabili. Nonostante il crollo della produzione i prezzi al consumatore non stanno subendo aumenti. “I contratti con la Gdo sono stati firmati già da mesi e hanno durata annuale. Lo stesso vale per i dolci natalizi” continua Bagnara. Le ricette di pandoro e panettone infatti prevedono un largo uso di uova fresche, ma “è ragionevole ritenere che le aziende alimentari abbiano già da tempo in magazzino gli ovoprodotti e che non dovrebbero avere problemi anche perché molti dolci natalizi sono già pronti. Insomma ogni eventuale aumento dei prezzi è ingiustificato” spiega il blog sicurezzalimentare.it dell’Unione Nazionale Consumatori.

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