Passa ai contenuti principali

In primo piano

Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Come difendersi dalle bollette fatturate a 28 giorni


Fonte: La Stampa

Com’è nato il problema delle bollette fatturate a 28 giorni?  
Due anni fa le compagnie hanno cominciato a mandare Sms ai clienti della telefonia mobile, informandoli del cambiamento. L’unica difesa era il recesso dal contratto, arma però spuntata perché ben presto tutte le compagnie hanno fatto lo stesso, e le alternative non c’erano. L’Agcom non ha potuto reagire finché questo è avvenuto solo nella telefonia cellulare, ma lo ha fatto quando il malcostume si è esteso ai contratti di linea fissa. 

Perché fisso e mobile sono diversi dal punto di vista dei 28 giorni?  
La telefonia fissa è definita dalla legge come un «servizio universale», cioè essenziale e da garantire a tutti, anche da parte delle aziende private, attraverso particolari tutele; mentre nella telefonia mobile c’è il libero mercato assoluto, e se le compagnie vogliono fatturare a 28 giorni, lo possono fare. Sono invece soggette al controllo dell’Authority le linee fisse, quelle Adsl, in fibra e i contratti ibridi fisso-mobile.  

Che danno c’è per i clienti?  
Se i mesi diventano di 28 giorni, a forza di lucrare 3 giorni a gennaio, 3 giorni a marzo eccetera, a fine anno le compagnie mettono assieme quasi un mese in più da farci pagare. Così il costo annuale per i clienti aumenta dell’8,6%. 

Come ha reagito l’Agenzia delle Comunicazioni?  
Nel marzo 2017 una sua delibera ha imposto alle compagnie di tornare alle bollette mensili vere, vietando anche solo di proporre la bolletta a 28 giorni nei contratti per linea fissa. 

Come hanno risposto le compagnie?  
Hanno fatto ricorso al Tar contro la delibera e intanto ne hanno ignorato l’applicazione. Il ricorso però non sospende la validità della delibera, perciò le compagnie che la violano sono inadempienti. Purtroppo la multa massima che l’Agcom può infliggere (2,5 milioni di euro) è irrisoria, così alle compagnie conviene fare orecchio da mercante, incassare senza sforzo quell’8,6% in più e prepararsi a pagare la multa. 

Come si difende chi non vuol pagare un mese all’anno in più?  
Ci sono tre strade La prima è recedere dal contratto e farne uno con chi non impone i 28 giorni nel fisso (ma bisogna trovarlo...). La seconda è ricorrere ai Co.re.com istituiti in ogni Regione dall’Agenzia delle Comunicazioni. La terza è aderire alla causa collettiva che intende promuovere il Codacons ma si annuncia lunga. 

Cosa sono i Co.re.com?  
I Comitati Regionali per le Comunicazioni sono strutture di conciliazione rapida e gratuita contro i soprusi delle compagnie a danno degli utenti. 

Chi vince di solito davanti al Co.re.com?  
L’anno scorso su 90 mila ricorsi in tutta Italia (per varie cause) l’80% è stato vinto dai clienti. Nel caso delle bollette a 28 giorni ci si può aspettare un 100% di vittorie, perché i Co.re.com sono organi di quella stessa Agenzia delle Comunicazioni che accusa le compagnie telefoniche di violare la sua delibera sui 28 giorni. 

Come ci si rivolge ai Co.re.com?  
Si va sul sito dell’Agcom, si scarica il modulo per la segnalazione (Formulario UG), lo si compila e lo si spedisce come si vuole: per via elettronica, o via fax, o per lettera cartacea, oppure lo si consegna a mano al proprio Co.re.com regionale. Per facilitarsi ulteriormente la vita, si può trovare il Formulario UG precompilato sul sito del Codacons. Poi si viene convocati (senza avvocati) nel Co.re.com del capoluogo di Regione. E l’esito è rapido. 

Commenti