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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Micropagamenti con il Pos più facili: arriva un tetto alle commissioni







Novità in arrivo per negozianti e consumatori che utilizzano il Pos. Nei giorni scorsi il Consiglio dei ministri ha dato il via libera preliminare a un decreto per recepire, anche nel nostro Paese, la direttiva Ue Psd-2, ossia la seconda payment services directive. Si tratta di una norma che risale al 2015 e introduce alcuni cambiamenti riguardo i servizi di pagamento e le commissioni interbancarie sulle operazioni con carta di pagamento. I più importanti riguardano le commissioni di importo ridotto per i “micropagamenti” fino a 5 euro, il tetto alle commissioni interbancarie sulle carte di pagamento, e l’introduzione di maggiori tutele per gli utenti. Vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta. 

Carta e bancomat anche per i pagamenti fino a 5 euro. Nonostante dal 2015 sia in vigore l’obbligo dei pagamenti elettronici tramite Pos per negozianti, liberi professionisti e ristoratori, non sono pochi gli esercizi commerciali che continuano a non mettere a disposizione questo strumento di pagamento. Una situazione dovuta soprattutto alle commissioni piuttosto elevate che i negozianti devono pagare anche per i piccoli importi. Un tema su cui interviene il decreto introducendo l’obbligo, per tutti i tipi di carte, di commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro. L’obiettivo è quello di incentivare tra i consumatori il ricorso alle carte di debito anche per i cosiddetti “micropagamenti”. 

Tagli per tutte le commissioni entro il 2020. Il decreto prevede inoltre l’applicazione di tetti massimi per tutte le commissioni sui pagamenti Pos nazionali. Una novità che sarà introdotta in due step. Il primo, che inizierà non appena il decreto entrerà in vigore, prevede per le operazioni nazionali con carta di debito, l’applicazione di una commisione “non superiore all'equivalente dello 0,2% calcolato sul valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali tramite carta di debito”. A partire invece dal 10 dicembre 2020 la commissione interbancaria per tutti i pagamenti con carta di debito non dovrà essere superiore allo 0,2% del valore dell’operazione stessa. Per i pagamenti tramite carta di credito la commissione interbancaria non potrà superare lo 0,3% del valore dell'operazione. 

Ridotta la franchigia per i pagamenti non autorizzati. La direttiva introduce anche ulteriori tutele per i consumatori che beneficeranno di un “regime di responsabilità ridotta” in caso di pagamenti non autorizzati. Una novità che si traduce in una riduzione della franchigia massima a carico dei consumatori che passerà da 150 e 50 euro. Si tratta della cifra massima che si può richiedere a un consumatore quando la carta di credito che ha perso o gli è stata sottratta viene usata per pagamenti o operazioni non autorizzate. Infine viene confermato il divieto di surcharge: l’applicazione di un sovraprezzo da parte degli esercenti per i consumatori che chiedono di poter pagare tramite Pos.

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