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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Cassazione: "L'energia non è bene di prima necessità"



Fonte Repubblica.it


L'energia elettrica non è un bene "indispensabile alla vita" e chi si allaccia abusivamente alla rete sostenendo di non avere i soldi per la bolletta non può essere scusato per aver agito spinto dallo "stato di necessità". Lo sottolinea la Cassazione confermando la condanna (l'entità non è nota) per furto di energia elettrica nei confronti di una donna pugliese dichiaratasi sfrattata, senza lavoro e con una figlia incinta. Per l'alta Corte, l'elettricità procura "agi e opportunità" ma non averla non mette a rischio l'esistenza.

Ad avviso della Suprema Corte, "l' esimente dello stato di necessità postula il pericolo attuale di un danno grave alla persona, non scongiurabile se non attraverso l'atto penalmente illecito, e non può quindi applicarsi a reati asseritamente provocati da uno stato di bisogno economico, qualora ad esso possa comunque ovviarsi attraverso comportamenti non criminalmente rilevanti". Nel caso affrontato dalla Cassazione - spiega la sentenza 39884 depositata oggi - "la mancanza di energia elettrica non comportava nessun pericolo attuale di danno grave alla persona, trattandosi di bene non indispensabile alla vita, nel senso sopra specificato (infatti, l'energia elettrica veniva utilizzata anche per muovere i numerosi elettrodomestici della casa): semmai idoneo a procurare agi e opportunità, che fuoriescono dal concetto di incoercibile necessità", condizione che la legge richiede per non emettere condanna.

Così è stato respinto il ricorso di Concetta C., una signora quarantacinquenne di Francavilla Fontana, nel leccese, che aveva chiesto clemenza per essersi allacciata abusivamente alla rete elettrica a causa delle sue condizioni "precarie e faticose" essendo "sfrattata e priva di lavoro, con una figlia incinta".
Confermata la decisione emessa dalla Corte di Appello di Lecce il 28 settembre 2016 che aveva leggermente ridotto la pena alla donna dichiarando tuttavia sussistente l'aggravante di aver agito fraudolentemente dal momento che anche quando l'allaccio avviene "senza rompere o trasformare ladestinazione del cavo", si tratta sempre di un allaccio abusivo e come tale compiuto con fraudolenza. Concetta è stata anche condannata dagli 'ermellini' a pagare duemila euro di multa alla cassa delle ammende per la pretestuosità dei suoi motivi di ricorso.
 


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