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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Milano Centrale, solo posti in piedi? Guerra di cifre Confconsumatori-Ferrovie dello Stato






Quanti posti a sedere ci sono nella stazione centrale di Milano? Secondo Confconsumatori solo 50 e tutti all’aperto. Secondo Trenitalia, che su richiesta di Consumi ha fatto una verifica in tempo reale, i posti sono 200 e tutti coperti. Magari non tantissimi, se si pensa che per questo snodo ferroviario passano circa 140 milioni di viaggiatori l’anno. Ma quattro volte tanto rispetto all’accusa dell’associazione di consumatori. Allora chi ha ragione?

La vicenda è iniziata nel 2015 quando Confconsumatori aveva richiesto a Grandi Stazioni Spa, la società del gruppo che gestisce le principali stazioni ferroviarie italiane, le planimetrie di Milano Centrale per verificare il rispetto del vincolo di destinazione pubblica dei beni e degli spazi. Carte che l’associazione ha ottenuto dopo due ricorsi al Tar di Milano e che hanno permesso di verificare - a detta di Confconsumatori - che “il rapporto di proporzionalità fra spazi pubblici destinati al servizio ferroviario e spazi pubblici concessi per usi differenti dal primo non è stato in alcun modo rispettato [...] e il rapporto tra posti riservati ai viaggiatori e numero di pendolari presenti in stazione ogni giorno è dello 0,03%”.

Ed è a questo punto che l’associazione ha diffidato Grandi Stazioni ad aumentare le sale e/o gli spazi attrezzati per l’attesa dei viaggiatori in partenza, “senza ottenere alcun riscontro”. Adesso, attraverso il legale Umberto Fantigrossi Confconsumatori sta valutando una class action pubblica “per la violazione degli standard qualitativi” e per obbligare la società a ristabilire un equilibrio tra spazi fruibili dai viaggiatori e aree commerciali.

“Da una verifica effettuata direttamente in stazione risultano 200 posti a sedere nella stazione di Milano centrale. In questi giorni ce ne sono una ventina in meno per via di alcuni lavori alla pavimentazione, ma torneranno disponibili nel giro di pochi giorni” spiega l’ufficio stampa di Ferrovie dello Stato, specificando che i 200 posti sono vere e proprie sedie, non posti arrangiati, e che sono tutti al coperto.

“Prendiamo atto che, in seguito al nostro comunicato, Ferrovie dello Stato abbia finalmente dato una risposta sul numero di posti a sedere, tuttavia aspettiamo ancora una risposta formale alla nostra richiesta” spiega a Consumi Umberto Fantigrossi. Confconsumatori ha contato 50 posti a sedere dalle planimetrie fornite da Grandi Stazioni, “non sappiamo se siano stati aumentati in seguito ai lavori di ristrutturazione degli ultimi anni. Quello che sappiamo è che a Milano Centrale c’è sempre tantissima gente in piedi a fronte di spazi sempre più ampi concessi per scopi commerciali” conclude l’avvocato.

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