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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Ad agosto pioggia di rincari sulle autostrade italiane: +10%






Tempismo perfetto: a pochi giorni dai primi esodi per le vacanze estive le autostrade del nostro Paese si preparano ad accoglierci con un’ondata di aumenti. E non si tratta di piccoli ritocchi: i rincari potranno raggiungere anche il 10%. Di sicuro costerà di più la Roma-Teramo, l’Autostrada dei Parchi A24. Un’infrastruttura già nota per non essere esattamente a buon mercato.

Perché la società che la gestisce, il gruppo Toto, ha vinto un importante ricorso al Tar ottenendo lo sblocco degli aumenti delle tariffe imposto, nel 2015, dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. L’ex ministro aveva imposto che le tariffe venissero aggiornate solo sulla base del tasso di inflazione programmato, senza considerare le altre due variabili: la remunerazione degli investimenti effettuati nel corso dell’esercizio precedente e la congrua remunerazione della concessione. Il gruppo autostradale oggi ha vinto la sua battaglia legale: il tribunale amministrativo non ha solo rimosso il blocco ma anche riconosciuto alla società il diritto a recuperare gli introiti mancati dal 2015 a oggi. Il risultato? La tratta Roma-Pescara dovrebbe passare da 20,20 a 22 euro, mentre Roma-Teramo costerà 19,80 euro contro i 17 di oggi.

E non è finita, perché la sentenza del Tar apre un’autostrada anche a tutte le altre società, che potranno legittimamente imporre gli aumenti che non hanno potuto esigere negli ultimi due anni.

“In un momento in cui le famiglie sono ancora fortemente provate dalla crisi economica e dalla contrazione del potere d’acquisto, nuovi rincari non possono che danneggiare ulteriormente il nostro sistema economico e vanno poi ad aggiungersi ai probabili nuovi aumenti derivanti dalla grave siccità che stiamo affrontando in queste settimane”, ha detto Federconsumatori commentando la decisione del Tar.

Le nostre autostrade, ha calcolato l’associazione di consumatori, sono tra le più care d’Europa. Dai prossimi giorni, anche un po’ di più.

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