Passa ai contenuti principali

In primo piano

Codacons, l'ondata di caldo provoca rincari per frutta, gelato, acqua e bibite

Il caldo record rischia di avere ripercussioni pesanti sui portafogli di cittadini e turisti. La denuncia arriva dal Codacons, che mette in guardia dalle speculazioni specie nelle località turistiche. L'avviso del Codacons "I prodotti tipicamente estivi stanno registrando in tutta Italia sensibili incrementi dei prezzi - denuncia l'associazione - In base agli ultimi dati Istat, ad esempio, il pesce è aumentato in media del 4,2%, le albicocche del 14,4%, pesche e nettarine del 13,7%, le ciliegie del 6,9%, mirtilli, lamponi e altri frutti di bosco del 17,2%, l'uva del 9,5%, i meloni del 7,9%, i pomodori del 18,4%. Se poi si guarda al gelato, alimento i cui consumi si impennano nei periodi di maggiore caldo, il prezzo di un cono o coppetta piccola da due gusti servita in gelateria ha raggiunto oramai una media tra i 3,5 e i 5 euro nelle principali città italiane".  Altro prodotto a forte rischio rincaro è l'acqua minerale, che nei luoghi a forte vocazione turisti...

Ad agosto pioggia di rincari sulle autostrade italiane: +10%






Tempismo perfetto: a pochi giorni dai primi esodi per le vacanze estive le autostrade del nostro Paese si preparano ad accoglierci con un’ondata di aumenti. E non si tratta di piccoli ritocchi: i rincari potranno raggiungere anche il 10%. Di sicuro costerà di più la Roma-Teramo, l’Autostrada dei Parchi A24. Un’infrastruttura già nota per non essere esattamente a buon mercato.

Perché la società che la gestisce, il gruppo Toto, ha vinto un importante ricorso al Tar ottenendo lo sblocco degli aumenti delle tariffe imposto, nel 2015, dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. L’ex ministro aveva imposto che le tariffe venissero aggiornate solo sulla base del tasso di inflazione programmato, senza considerare le altre due variabili: la remunerazione degli investimenti effettuati nel corso dell’esercizio precedente e la congrua remunerazione della concessione. Il gruppo autostradale oggi ha vinto la sua battaglia legale: il tribunale amministrativo non ha solo rimosso il blocco ma anche riconosciuto alla società il diritto a recuperare gli introiti mancati dal 2015 a oggi. Il risultato? La tratta Roma-Pescara dovrebbe passare da 20,20 a 22 euro, mentre Roma-Teramo costerà 19,80 euro contro i 17 di oggi.

E non è finita, perché la sentenza del Tar apre un’autostrada anche a tutte le altre società, che potranno legittimamente imporre gli aumenti che non hanno potuto esigere negli ultimi due anni.

“In un momento in cui le famiglie sono ancora fortemente provate dalla crisi economica e dalla contrazione del potere d’acquisto, nuovi rincari non possono che danneggiare ulteriormente il nostro sistema economico e vanno poi ad aggiungersi ai probabili nuovi aumenti derivanti dalla grave siccità che stiamo affrontando in queste settimane”, ha detto Federconsumatori commentando la decisione del Tar.

Le nostre autostrade, ha calcolato l’associazione di consumatori, sono tra le più care d’Europa. Dai prossimi giorni, anche un po’ di più.

Commenti