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Detrazione abbonamento mezzi pubblici 730 2026: la guida pratica

La detrazione dell’abbonamento ai mezzi pubblici permette di recuperare il 19% della spesa sostenuta, entro il limite massimo di 250 euro . Il beneficio vale per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale acquistati per sé o per un familiare fiscalmente a carico, ma solo se il pagamento è tracciabile e se si conservano i documenti corretti. Per la detrazione conta l’anno in cui paghi l’abbonamento, non il periodo in cui lo usi. Inoltre, se il costo viene rimborsato dal datore di lavoro come benefit non tassato, non puoi indicare nel 730 la parte già rimborsata. Chi ha diritto alla detrazione dell’abbonamento ai mezzi pubblici La detrazione spetta ai contribuenti che sostengono la spesa per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.   Puoi portare in detrazione: l’abbonamento acquistato per te; l’abbonamento acquistato per un familiare fiscalmente a carico, per esempio un figlio. L’abbonamento deve ri...

Selfie pubblicitari sui social: l’Antitrust indaghi sulle campagne di influencer come Belen, Fedez e altri



Chi non ha mai visto il selfie di una star? Ormai è diventata una moda farsi un autoscatto e poi condividerlo su un social network o sul proprio blog. Nulla di male! Alcune aziende però sembrano utilizzare con troppa leggerezza i personaggi famosi (che su internet possiamo chiamare “web influencer”) per fare pubblicità camuffata ad un marchio famoso.
Per questo abbiamo presentato un esposto all’Antitrust, chiedendo di accertare “la legittimità di questa sorta di product placement camuffato sui social network“, ossia di questa pubblicità indiretta che compare in spazi non prettamente pubblicitari, senza essere segnalata come tale.
Il problema non è certo il comportamento delle star di internet, ma quello delle aziende che richiedono alle agenzie che gestiscono i personaggi famosi (tra questi, ma è solo per fare un esempio, potremmo citare Belen, Fedez, Anna Tatangelo, Melissa Satta) di pubblicare, con evidenti finalità promozionali, foto e video su popolari piattaforme social: sembra che questa attività promozionale sia considerata ormai molto più utile del classico testimonial di uno spot per far vendere un prodotto.
Ecco allora il motivo della nostra segnalazione che giunge dopo che già alcuni importanti siti avevano denunciato il fenomeno (all’inizio dell’anno aveva fatto molto rumore una inchiesta di key4biz, poi se ne è occupato anche Wired): il punto è che manca una normativa su questo particolare tipo di pubblicità che promuove di fatto marchi e prodotti commerciali noti, senza però informare il consumatore esplicitamente circa la natura pubblicitaria di questo endorsement offerto dagli influencer.
La speranza è che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato individui eventuali responsabilità e comunque solleciti il Parlamento ad interessarsi del fenomeno, prevedendo l’obbligo di specificare, accanto all’immagine fotografica, nella sua descrizione o nel post che l’accompagna) che si tratta di contenuti “sponsorizzati”.
E’ bene che una pratica così diffusa sia in Italia che all’estero tra i personaggi più amati dello sport, della moda e dello spettacolo, non si traduca in un inganno per i consumatori e in particolari per gli utenti più giovani della rete.
La pubblicità infatti (specie se “occulta”) ha il potere di influenzare inconsapevolmente i consumatori nella scelta di un prodotto o nel giudizio su un brand. Se fatta sul web è in grado di raggiungere una vasta platea di persone. A maggior ragione è efficace se fatta da personaggi famosi, i cosiddetti influencer appunto, che hanno online un largo seguito di followers, spesso adolescenti.  Per questo urge anche un nuovo quadro normativo che regoli la pubblicità realizzata sui social network.
L’Unione Nazionale Consumatori invita tutti i consumatori a segnalarci possibili abusi, mandando foto “sospette” (con il link dove trovarla) via email all’indirizzo sos@consumatori.it.

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