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Codacons, l'ondata di caldo provoca rincari per frutta, gelato, acqua e bibite

Il caldo record rischia di avere ripercussioni pesanti sui portafogli di cittadini e turisti. La denuncia arriva dal Codacons, che mette in guardia dalle speculazioni specie nelle località turistiche. L'avviso del Codacons "I prodotti tipicamente estivi stanno registrando in tutta Italia sensibili incrementi dei prezzi - denuncia l'associazione - In base agli ultimi dati Istat, ad esempio, il pesce è aumentato in media del 4,2%, le albicocche del 14,4%, pesche e nettarine del 13,7%, le ciliegie del 6,9%, mirtilli, lamponi e altri frutti di bosco del 17,2%, l'uva del 9,5%, i meloni del 7,9%, i pomodori del 18,4%. Se poi si guarda al gelato, alimento i cui consumi si impennano nei periodi di maggiore caldo, il prezzo di un cono o coppetta piccola da due gusti servita in gelateria ha raggiunto oramai una media tra i 3,5 e i 5 euro nelle principali città italiane".  Altro prodotto a forte rischio rincaro è l'acqua minerale, che nei luoghi a forte vocazione turisti...

Affitti brevi, rimandato il termine per consegnare tutti i dati





Alla fine le piattaforme come Airbnb e Booking e i proprietari di immobili avranno più tempo per comunicare al Fisco i dati riguardanti i contratti degli affitti brevi conclusi nel 2017. Un Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate, concordato con la Ragioneria e il Tesoro, proroga da fine giugno al 20 agosto prossimo il termine per l'invio delle informazioni.

«In questo modo - spiegano dall'Agenzia - i soggetti interessati avranno più tempo per comunicare i dati relativi ai contratti conclusi per il loro tramite, ovvero il nome, cognome e codice fiscale del locatore, la durata del contratto, l'importo del corrispettivo lordo e l'indirizzo dell'immobile. I soggetti che devono comunicare queste informazioni sono quelli che esercitano attività di intermediazione immobiliare, compresi quelli che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare».

Per le piattaforme come Airbnb e Booking è una vittoria, ma sembra solo parziale: c'è da scommetterci che dopo l'estate si tornerà a fare polemica sul punto. La questione è vecchia ormai di un anno e riguarda la possibilità per chi affitta casa per brevi periodi (tipicamente le vacanze) di applicare la cedolare secca. Quando questo "affare" è mediato dai professionisti (siano reali o virtuali), per questi scatta il ruolo di sostituto d'imposta: trattengono direttamente l'ammontare nella transazione tra le due parti, versandola al Fisco. A tutto questo si aggiunge l'obbligo di trasmettere i dati su durata, locatori e importi in ballo alle Entrate: per tutte le operazioni dello scorso anno (da giugno a dicembre, vista l'entrata in vigore della legge) ci sarebbe stato tempo fino al 30 giugno prossimo.

Ma già da tempo gli addetti ai lavori erano saliti sulle barricate. Airbnb ha intrapreso una battaglia legale non ancora terminata ma che per ora non gli ha dato ragione; Booking ha fatto presente a Wired pochi giorni fa che non avrebbe adempiuto, gestendo solo una parte delle transazioni. L'Agenzia delle entrate ha rilasciato solo il 12 giugno le specifiche tecniche per l'invio dei dati e questo ha alimentato facili polemiche sul ritardo e l'impossibilità di adeguarsi.

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